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Gruppo Asperger Emilia-Romagna
CREIAMO PONTI TRA LE DIFFERENZE
Il Disturbo Dello Spettro Autistico senza Compromissione Intellettiva e di Linguaggio
(ex SINDROME di ASPERGER)

Il disturbo dello spettro autistico è un disturbo del neurosviluppo a insorgenza precoce caratterizzato da difficoltà nell’interazione e comunicazione sociale e dalla presenza di interessi ristretti e comportamenti ripetitivi e stereotipati (APA, 2013).
Nel Maggio 2013 la quinta edizione del Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) suddivide il disturbo dello spettro autistico in tre livelli a seconda della gravità. Prima del DMS-5 l’autismo senza compromissione intellettiva e del linguaggio che generalmente richiede un livello di supporto 1, era denominato Sindrome di Asperger dal medico Hans Asperger che negli anni ‘40 iniziò a descrivere questa particolare condizione.
Lo psichiatra austriaco Asperger definì nella sua tesi questi bambini come particolarmente interessanti e con alcuni tratti caratteristici: capacità cognitive generalmente uguali o superiori alla media, difficoltà nella comunicazione e nella interazione sociale- fino all’isolamento-, interessi selettivi e ristretti, ingenuità, impaccio motorio, ripetitività ritualità e rigidità nei comportamenti, compromissione sensoriale come iper- o ipo-reattività agli stimoli sensoriali con un impatto a volte devastante sulla loro vita quotidiana sociale, affettiva e lavorativa.
Chi rientra in questa forma dello spettro autistico sperimenta spesso difficoltà nell'area delle abilità sociali e comunicative di tipo più “sottile” o pragmatico, e può avere interessi ristretti ripetitivi ed assorbenti, assieme a una particolare sensibilità sensoriale.
Per quanto riguarda la comorbilità, insieme alla Sindrome di Asperger si possono riscontrare con una certa frequenza disturbi dell’umore, d’ansia, del comportamento, disturbo ossessivo-compulsivo, ADHD, disturbi alimentari, disordine bipolare, schizofrenia o Sindrome di Gilles de la Tourette.
Neurodiversità e neurodivergenza
Il concetto di neurodiversità sottolinea come l’autismo insieme ad altre condizioni neurologiche non siano patologie da “correggere”, bensì varianti naturali della condizione umana che arricchiscono la diversità cognitiva nella società. Da questa prospettiva, l’autismo (in tutte le sue declinazioni) viene definito neurodivergenza poiché indica un funzionamento neurologico diverso rispetto a quello ritenuto tipico, ma non per questo meno valido.
Favorire la consapevolezza, la comprensione e l’integrazione delle persone che vivono questa condizione contribuisce a valorizzarne le potenzialità e a sostenere percorsi di crescita e benessere sia individuali che collettivi.
Letture utili per approfondire:
1. Attwood,Tony. Guida completa alla Sindrome di Asperger. Edra S.p.A, 2019.
2. Simone, Rudy. Aspergirls.
Armando Editore, 2016.
3. Silberman, Steve. Neurotribù - I talenti dell'autismo ed il futuro della neurodiversità. Edizioni LSWR, 2016.
4. Mangione, Chiara e Mela Aka Ty Lancieri. Esplorare il proprio autismo. Edizioni LSWR, 2023.
5. Attwood,Tony e Gray, Carol. Gli devo dire che è Asperger? Armando Editore, 2014.
6. Attwood,Tony e Garnett, Michelle. Autismo al lavoro. Edizioni LSWR, 2023.
7. Attwood,Tony e Garnett, Michelle. Sconfiggere la depressione nello spettro autistico. Edra, 2018
8. Bogdashina, Olga. Le percezioni sensoriali nell'autismo e nella Sindrome di Asperger. Uovonero, 2021